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martedì 24 febbraio 2015

articolo di Max Bonfanti: L'elogio della cortesia

L’ELOGIO DELLA CORTESIA

immagine tratta da permessodisoggiorno.org

Mi passi l’olio? Un sorriso acconsenziente la risposta. Che scenetta idilliaca! Tutta la famiglia riunita intorno al desco imbandito. Per favore? Su, non scherziamo, roba d’altri tempi, nell’epoca degli sms dove i genitori li usano per chiamare a tavola i figli, dove perché si scrive xchè, nota l’accento grave anziché acuto, tutto ciò che si può eliminare in quanto ritenuto pleonastico, ingombrante, va eliminato, compreso il buon gusto, l’ortografia e la buona educazione. Negli anni ’60 la Televisione aveva contribuito ad alfabetizzare una nazione dove il tasso di analfabetismo era ancora molto alto rispetto ad altri paesi più avanzati del nostro, encomiabile missione, ora, invece stiamo osservando un analfabetismo di ritorno: tutti i buoni insegnamenti che l’ente televisivo aveva lodevolmente profuso stanno scomparendo lasciando il posto a neologismi impossibili e ad un linguaggio sgrammaticato, scurrile e coprolalico.

Ricordo che quando frequentavo le scuole elementari il maestro ci insegnava anche la buona educazione, come comportarsi in ogni occasione, il rispetto per gli altri e per le loro cose, il rispetto per le cose comuni a iniziare dai banchi delle aule per arrivare agli arredi cittadini. Era una persona amabile e molto preparata a cui ripenso ancora con grande riconoscenza e affetto, a quei tempi era permesso agli insegnanti di castigare gli alunni anche con pene corporali ed erano molti che lo facevano, ma lui no, non alzò mai un dito su nessun alunno. Oltre ad essere un valido pedagogista era un vero signore, un gentiluomo d’altri tempi, difficile da incontrare ai nostri.  Dimentichi che in medio stat virtus si  è passati da un estremo all’altro: ora un semplice rimprovero dell’insegnante ad un alunno o uno schiaffo anche solo virtuale di un genitore vengono interpretati come un abuso di mezzi di correzione con denuncia alle autorità competenti: i risultati sono poi sotto gli occhi di tutti. Naturalmente queste regole valgono solo per le persone per bene che rispettano le leggi poiché chi schiavizza i propri figli, li vende e li sfrutta non facendo loro frequentare la scuola dell’obbligo non viene minimamente redarguito, anzi, se un minore appartenente a una di queste famiglie viene colto in flagranza di reato viene prontamente riportato a chi l’ha istruito a delinquere. Questi poveri ragazzini, convinti di essere nel giusto e  forti della loro non perseguibilità penale si abbandonano ad ogni sorta di malcomportamento deridendo con gestacci, rispondendo male e sputando anche ai pubblici ufficiali di turno (tranvieri, ferrovieri, vigili urbani, etc.) che li rincorrono invano.  Dell’antico e romantico adagio “La cortesia è una chiave che apre tutte le porte” si preferisce usare un altro tipo di chiavi, quello della violenza e delle mazzette.

Max Bonfanti, filosofo analista


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