SOCRATE, disegno di Daniela Lorusso

Mission

La voce ufficiale dell'associazione culturale L'accento di Socrate è la rivista on-line www.laccentodisocrate.it fondata da Maria Giovanna Farina, filosofa, consulente filosofico e scrittrice. Per info e contatti www.mariagiovannafarina.it

martedì 23 giugno 2015

Poesie di Angela Demma

Angela Demma e sullo sfondo Matera

MATERA ETERNA

Respiro,
sospiro,
mi fondo
in quelle pietre e tufo
nel silenzio rumoroso di anime
che ti hanno penetrata,
scavata,
scovata,
denudata di storia!
Ammaliatrice
come le curve di una donna
denudo con l'obbiettivo
gli angoli più nascosti delle tue curve
fondendomi a te con il sudore del tuo passato !
Quanti ti amano
nel tuo biancore,
quanti si amano
fra lenzuola bianche
per lasciare indelebile nelle loro storie
una lunga storia come la tua!

Angela Demma



IN RIVA AL MARE
In riva al mare mi addormentai
e nel sogno l'anima finiì in un cielo sbagliato!
Fremito e paura
furono i miei compagni
neanche il cuore mi dava la mano
a togliere
quel velo che copriva la luce dell'anima !
Vento atteso ma non cercato
arrivasti come acrobata
svegliando il sogno nel sogno!
Raccogliesti in un' anfora dorata
le polveri vaganti della mia anima
portandomi nel tuo cielo azzurro!
Fu il soffio del tuo respiro
a sollevare
il velo di luce che copriva il cuore e
mi svegliai!
Ora ho i segni dei tuoi respiri
in riva al mare e
il paradiso scoperto prima di morire!
Angela Demma


Angela Demma vive a Matera. Coltiva le sue innumerevoli passioni, tra cui scrivere poesie, ispirata dall'amore per tutto e per tutti. Le sue poesie sono state pubblicate nel testo I poeti contemporanei ed ha pubblicato il libro La valigia dei sogni.


El Gaucho


L'ambiente e gli animali
 di cui si parla nell'articolo















martedì 31 marzo 2015

Filosofarti 2015: Nutrire la mente

Lucia Di Mieri con Philippe Daverio


Lo scopo di questo mio contributo è quello di rendere merito ad un’iniziativa di grande valore, che, ogni anno, da febbraio a marzo, si tiene a Gallarate (Va), grazie all’impegno corale di persone che credono fermamente nella valenza formativa della cultura, veicolo di arricchimento e di crescita spirituale. Ideato e curato da Cristina Boracchi per il Centro Culturale del Teatro delle Arti di Gallarate, in collaborazione con l’assessorato alla cultura del Comune della città, con il sostegno di Fondazione Cariplo, patrocinato da Enti  ed Istituzioni del territorio gallaratese e della provincia di Varese, quest’anno ha ricevuto anche il riconoscimento della Presidenza della Repubblica.
L’XI edizione di Filosofarti ha avuto come tema “Nutrire la mente”: Il sacro e il bello, in aderenza con il leitmotiv di Expo 2015. Come il corpo ha bisogno di nutrimento, così la mente… dunque quale migliore cibo spirituale se non il sacro e il bello di cui l’uomo, fin dalla sua comparsa sulla terra, si è nutrito?!
L’iniziativa, ormai consolidata e di grande successo, con le sue varie, diversificate e gratuite attività, è offerta a tutti: bambini, ragazzi, adulti, attraverso modalità interattive e innovative.
Teatro, cinema, musica, danza, scrittura, arti figurative, ecc…diventano momenti significativi di incontro, partecipazione, aggregazione e di riflessione guidata da personaggi illustri, da esperti, da professionisti e anche da persone comuni che vogliono mettersi in gioco con i loro contributi ai temi proposti. Il Festival, “luogo simbolico” di un incrocio di mondi diversi che comunicano tra loro, ha ospitato anche quest’anno scrittori, filosofi, musicisti, critici d’arte… Philippe Daverio, Marc Augè, Carlo Sini, Umberto Galimberti, Massimo Cacciari, Umberto Curi sono solo alcuni degli intervenuti  che con le loro lezioni magistrali hanno incantato il pubblico, accorso numeroso.
Questo e moltissimo altro è Filosofarti. Il suggerimento per tutti è di fare, il prossimo anno, questa straordinaria esperienza e scoprire come ancora la cultura ci può emozionare.


 Lucia Di Mieri, docente di Lettere (Tutti i diritti riservati©)

                                                                                  
Foto di Enrico Daverio   (Tutti i diritti riservati©)

                                          


                                                                                    

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martedì 24 febbraio 2015

L'accento di Socrate ha incontrato i lettori

gennaio 2015 L'accento di Socrate ha incontrato i lettori


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Maria Giovanna Farina messaggera di #ioleggoperché



#ioleggoperché Io leggo perché è un progetto che vuole sensibilizzare sul tema della lettura con iniziative concrete, in vista del prossimo 23 aprile, Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore.
Fra gli organizzatori ci sono le associazioni nazionali degli editori, dei librai e delle biblioteche (AIE, ALI e AIB), il Ministero delle Attività Culturali con il suo Centro per il Libro e la Lettura, il Comune di Milano nell’ambito di Milano Città del Libro 2015 e perfino la Rai. L’obiettivo è: “contagiare alla lettura chi non conosce il piacere dei libri”, anche perché il 60% degli italiani in un anno non riesce a leggere neanche un libro.
Sono una messaggera, seguitemi nei vari incontri, flasch mob e altro che stiamo organizzando, dal 1 aprile di mercoledì: il 23 aprile è vicino!
Le date dove sarò presente saranno comunicate in questo blog.

30 marzo: si parte dalla Libreria Gulliver di Cinisello Balsamo (Mi)...e poi si vedrà!
I LIBRI

articolo di Max Bonfanti: L'elogio della cortesia

L’ELOGIO DELLA CORTESIA

immagine tratta da permessodisoggiorno.org

Mi passi l’olio? Un sorriso acconsenziente la risposta. Che scenetta idilliaca! Tutta la famiglia riunita intorno al desco imbandito. Per favore? Su, non scherziamo, roba d’altri tempi, nell’epoca degli sms dove i genitori li usano per chiamare a tavola i figli, dove perché si scrive xchè, nota l’accento grave anziché acuto, tutto ciò che si può eliminare in quanto ritenuto pleonastico, ingombrante, va eliminato, compreso il buon gusto, l’ortografia e la buona educazione. Negli anni ’60 la Televisione aveva contribuito ad alfabetizzare una nazione dove il tasso di analfabetismo era ancora molto alto rispetto ad altri paesi più avanzati del nostro, encomiabile missione, ora, invece stiamo osservando un analfabetismo di ritorno: tutti i buoni insegnamenti che l’ente televisivo aveva lodevolmente profuso stanno scomparendo lasciando il posto a neologismi impossibili e ad un linguaggio sgrammaticato, scurrile e coprolalico.

Ricordo che quando frequentavo le scuole elementari il maestro ci insegnava anche la buona educazione, come comportarsi in ogni occasione, il rispetto per gli altri e per le loro cose, il rispetto per le cose comuni a iniziare dai banchi delle aule per arrivare agli arredi cittadini. Era una persona amabile e molto preparata a cui ripenso ancora con grande riconoscenza e affetto, a quei tempi era permesso agli insegnanti di castigare gli alunni anche con pene corporali ed erano molti che lo facevano, ma lui no, non alzò mai un dito su nessun alunno. Oltre ad essere un valido pedagogista era un vero signore, un gentiluomo d’altri tempi, difficile da incontrare ai nostri.  Dimentichi che in medio stat virtus si  è passati da un estremo all’altro: ora un semplice rimprovero dell’insegnante ad un alunno o uno schiaffo anche solo virtuale di un genitore vengono interpretati come un abuso di mezzi di correzione con denuncia alle autorità competenti: i risultati sono poi sotto gli occhi di tutti. Naturalmente queste regole valgono solo per le persone per bene che rispettano le leggi poiché chi schiavizza i propri figli, li vende e li sfrutta non facendo loro frequentare la scuola dell’obbligo non viene minimamente redarguito, anzi, se un minore appartenente a una di queste famiglie viene colto in flagranza di reato viene prontamente riportato a chi l’ha istruito a delinquere. Questi poveri ragazzini, convinti di essere nel giusto e  forti della loro non perseguibilità penale si abbandonano ad ogni sorta di malcomportamento deridendo con gestacci, rispondendo male e sputando anche ai pubblici ufficiali di turno (tranvieri, ferrovieri, vigili urbani, etc.) che li rincorrono invano.  Dell’antico e romantico adagio “La cortesia è una chiave che apre tutte le porte” si preferisce usare un altro tipo di chiavi, quello della violenza e delle mazzette.

Max Bonfanti, filosofo analista


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